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La Storia e l'Organizzazione della Società Svizzera

La Stube

La Stufa della Società Svizzera di Milano, dono del Sig.Christian Schmid

(tratto da : Dr. Margrit Früh, Thomas Lüthi – Amt fur Denkmalpflege project Steckborner Kachelöfen, KANTON THURGAU)

La storia della stufa

E’ assai difficile ricostruire la storia di una stufa, raramente la sua data di nascita è documentata e va quindi indovinata. La sua ubicazione originaria spesso non puo’ essere accertata. La stufa collocata nella Stube della società Svizzera di Milano, al contrario, ci dà diverse interessanti indicazioni. Sulla sua cornice infatti reca una maiolica araldica con una scritta che indica chi e quando l’aveva ordinata. Sopra i due stemmistufa2 di famiglia si intrecciano due nastri con la scritta: “Hr: Moritz Hanhart/des mehreren Rats (Gran Consiglio)” e “F: Dorotea Hanhart / Ein geborene Labartin (nata Labartin)” Sotto troviamo, ripartito sulla parte destra e sinistra, l’anno 1736. Veniamo cosi’ a sapere dalla stufa stessa, che è stata costruita nel 1736 e che i committenti furono la coppia di coniugi Moritz Hanhart, membro del Gran Consiglio e sua moglie, Signora Dorotea Hanhart-Labhart. In base ai cognomi della coppia si puo’ dedurre che la stufa originariamente si trovasse proprio in Turgovia, a Steckborn.

In tempi ignoti la stufa venne smontata a Steckborn e spedita a La Chaux-de-Fonds nel canton Neuchatel. Li’ fu ricostruita come stufa a torre con una parete laterale, unita al basamento dal lato destro.

Verso l’anno 1949 venne messa in commercio. Allora fu acquistata dal Grigionese Christian Schmid, industriale tessile a Milano.

Il vecchio Centro Svizzero fu distrutto durante la guerra e la Societa’ Svizzera di Milano si vide costretta a trovare nuovi spazi. Per ornare questi locali, e probabilmente per dar loro un forte senso di Patria, Christian Schmid dono’ la stufa alla Società Svizzerà di Milano che la posiziono’ nella Stube, dove da allora rallegra i membri della società.

Le stufe di Turgovia

Durante tutto il 18° secolo i costruttori di stufe di Steckborn sul basso lago di Costanza (Turgovia) godettero di un’ottima reputazione. Essa gli permise di fornire le loro stufe ben oltre i confini della propria regione. Conventi e città, ricchi patrizi e castellani vollero avere nelle loro case una stufa di Steckborn, pronti a pagarla a caro prezzo. La ragione di questo successo stava nel fatto che i costruttori di stufe di Steckborn, e in particolar modo la dinastia dei Meyer, erano in grado di costruire stufe magnifiche, ben proporzionate e accuratamente dipinte su sfondo bianco, cosa che non tutti erano in grado di fare.Sino ad oggi in molti cantoni della Svizzera e nel sud della Germania è possibile trovare questa tipologia di stufa.

La fama di Steckborn non arrivo’ pero’ fino a Milano. Il fatto di trovarvi una stufa di Steckborn dipende dal fatto che molte di queste stufe hanno lasciato il loro luogo d’origine per intraprendere viaggi anche assai lunghi. Infatti oggi la stufa più a nord che conosciamo si trova ad Amburgo, quella più a ovest a Ginevra, quella più a est a Kempten (Germania) e quella più a sud precisamente a Milano nella Stube della Società Svizzera di Milano.

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Forma e struttura della stufa

La stufa si presenta oggi come stufa a torre a sei lati con cornice. Il basamento o cassa focolare è una costruzione rettangolare, la parete della stufa è inserita a sinistra. La stufa è stata costruita con numerose maioliche singole di varia forma e con diverse funzioni. Le maioliche più grandi (Lisenen) sono smaltate in color verde e ornate con uno “specchio” infossato. Su tutte le altre maioliche, quelle alte e strette, fasce, cornicione e cornice sono variopinti.

 La forma odierna corrisponde probabilmente, ma non completamente, alla costruzione originaria. Una particolarità delle stufe di Steckborn consiste nel fatto che nel caso di stufe a sei lati la torre è di regola un po’ allungata, essendo le due maioliche laterali più larghe delle quattro maioliche oblique davanti e dietro. Il basamento è normalmente appuntito davanti, questo perché le due maioliche grandi anteriori sono parallele a quelle della torre. Queste comunque sono inezie in confronto al fatto che la stufa è stata conservata in ottime condizioni e rappresenta oggi un affascinante ornamento della Stube.

Le illustrazioni della stufa

Quello che rende le stufe di Steckborn cosi’ attraenti, sono le maioliche dipinte. Ogni maiolica della stufa ha il suo preciso genere di decorazione e una propria tematica.

Cosi’ ogni piccola cornice che la suddivide orizzontalmente ha un suo nastro decorativo, che si sviluppa tutto intorno alla stufa e le conferisce un’armonica regolarità. La cornice, come sommo compimento, è ornata da splendidi fiori, ciascuno di essi un piccolo capolavoro.

Le maioliche che formano le fasce, i nastri orizzontali sulla torre e sul basamento, sono di forma piu’ o meno larga. Su ognuna di esse delle linee variopinte formano una specie di cornice ai quadri nei quali vengono raffigurati paesaggi con laghi e colline, castelli e persone.

I personaggi rappresentati sono cacciatori o pescatori e fra di essi si muovono delle coppie eleganti. E’ un mondo idilliaco quello che viene rappresentato. Non vi si legge povertà o duro lavoro, solo ozio, piacere e paesaggi soavi. La stufa ha dunque il compito di allietare e rallegrare gli osservatori anche grazie questi dettagli.

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I quadri più importanti pero’, quelli che determinano la tematica vera e propria della stufa, si trovano sulle maioliche più grandi. Attorniata da viticci simmetrici, ognuna di queste maioliche alte e strette contiene al centro un medaglione con un’immagine sopra la quale si srotola una fascia con un versetto. Il versetto proviene dalla Bibbia, dai salmi di Davide, e l’immagine lo illustra.
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La stufa di Milano fa quindi parte delle cosiddette “stufe a salmi”.

Le illustrazioni dei salmi facevano parte della tematica preferita dai costruttori di Steckborn. Da modello serviva loro il libro del barone Wolfgang Helmhard von Hohberg “Lust- und Arzneygarten des königlichen Propheten Davids”, edito nel 1675 a Regensburg. Il libro offriva 150 emblemi, partendo dai 150 salmi. Ogni pagina era formata alla stessa maniera: il verso del salmo in lingua latina si trovava come titolo (lemma, motto) sopra un quadro vivo che illustrava il senso del motto con una scena ripresa dalla vita vissuta. Sotto seguiva una quartina in latino, oltre al salmo scelto in lingua tedesca, a caratteri maggiori, che indicava il numero del verso e infine una quartina moraleggiante in tedesco. Questo libro venne adoperato dai pittori per le loro “stufe a salmi”.

 Allora era in uso adoperare come modelli immagini tratte da vari libri. Per le stufe venne adottato prevalentemente il versetto della Bibbia (quasi sempre in tedesco, piu’ raramente in latino), il passo della Bibbia e l’immagine, tralasciando la quartina. In effetti quest’ultima risultava superflua, visto che il senso dell’immagine si rivelava quasi sempre da sé. Ogni tanto i pittori rivelavano solamente il motto e l’ immagine e li combinavano con elementi propri. In maggioranza comunque si attenevano piuttosto fedelmente ai modelli del libro. Per la stufa di Milano, il pittore scrisse il versetto per ogni immagine, rinunciando pero’ ad indicare il passo della Bibbia.

Nelle rappresentazioni dei salmi di e secondo Hohberg si trattava propriamente di cosiddetti emblemi. In epoca barocca questi ultimi erano estremamente popolari. Un emblema completo è costituito da pu’ elementi: un’ immagine (pictura, icon, imago, symbolum) e un testo esplicativo (subscriptio, epigramm), spesso in forma metrica. Dalla sola immagine è impossibile riconoscere, senza essere a conoscenza del titolo e del teso, che cosa volesse significare; solo mettendo in relazione i diversi gli elementi è possibile risolvere l’ingegnoso enigma.

Il committente che desiderava una stufa a salmi poteva scegliere tra i 150 modelli del libro di Hohberg quelli che piu’ gli piacevano e che magari fossero capaci di rispecchiare anche la sua situazione personale. La scelta differiva naturalmente da stufa a stufa, ma ce n’erano alcuni che venivano scelti piu’ sovente e altri meno richiesti. Molte stufe erano simili a quella di Milano, dove nove maioliche contengono i salmi piu’ richiesti ; gli altri compaiono solo due volte, ma non si trova nessuna tematica che non fosse presente anche in un’altra stufa.

I salmi di Hohberg e quindi anche le relative stufe forniscono il quadro di un Dio giusto e benevolo, al quale l’uomo deve rendere conto ma nel quale allo stesso tempo puo’ confidare. Il male verrà punito, l’uomo pio sarà esaudito e salvato dalla miseria.

Le maioliche con gli emblemi

Osserviamo brevemente le singole maioliche, le loro immagini e motti ed il loro significato. Partiamo da dietro al centro della torre.

1 – “Perché amate le sciocchezze ?” Putto, facendo bolle di sapone. Il versetto proviene dal salmo 4. Le bolle di sapone sono una popolare immagine per la vanità e la futilità di tutte le cose terrestre che scoppiano come bolle di sapone.

3 – “Bontà e Verità si sono incontrate.” Un viticcio avvolge un albero. Versetto dal salmo 85. Bontà e Verità vanno insieme come un viticcio che si avvolge intorno al suo albero.

2 – “Trattengo le palpebre dei miei occhi.” La gru con una pietra nelle grinfie. Versetto dal salmo 77. Da vecchi racconti la gru avrebbe tenuto una pietra tra le grinfie per tenersi sveglia. Se fosse addormentata, la pietra sarebbe caduta e di conseguenza si sarebbe svegliata. (Oggi giorno si consiglia a manager e altre parsone con un lavoro impegnativo un breve sonnellino post-pranzo, stando seduti e tenendo in mano un mazzo ci chiavi, ottenendo lo stesso risultato). Dio aiutò l’uomo a rimanere sveglio in modo che il male non possa avere il sopravvento su di lui.
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4 – “Poiché, vedi, anche i sapienti muoiono.” Spada, scettro e corona sono deposti su una bara in una tomba a volte. Versetto del salmo 49. Anche potenti e potentissimi devono alfine morire e presentarsi davanti al tribunale divino.
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5 – “I cieli sono i cieli Jahve, ma diede la terra ai figli dell’uomo.” Raccoglitori di grano durante la mietitura. Versetto dal salmo 115. Il lavoro dell’uomo rende solo se eseguito sotto la benedizione di Dio.

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6 – “Tu poi benedici il giusto.” Una mano dalle nuvole innaffia le piante di un giardino con un annaffiatoio. Versetto dal salmo 5. La benedizione di Dio ha lo stesso effetto sull’uomo come quello dell’acqua sulle piante.
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Sul basamento della stufa si trovano, da sinistra a destra, i seguenti versetti e le seguenti immagini.

1 – “I miei occhi sono sui fedeli del paese.” Gru in volo. Versetto dal salmo 101. Le gru in volo seguono la prima in formazione ordinata, cosi’ come gli uomini devono seguire Dio.

2 – “Sia la tua pietà sopra di noi.” Un airone in volo sopra le nuvole. Versetto dal salmo 33. L’uomo, colpito dalla disgrazia, dovrebbe in certo qual modo superarla e cercare rifugio in Dio.

4 – “Non toccate i miei unti.” La chioccia protegge i suoi pulcini dall’attacco di un cane. Versetto dal salmo 105. Dio proteggerà i credenti dalla persecuzione.

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5 – “Ecco, come è buono e come è dolce che i fratelli abitino insieme.” Arnia con uno sciame di api. Versetto dal salmo 133. Anche gli uomini devono restare uniti e collaborare come le api.

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3 – “Apportino i monti pace al popolo.” Un ulivo su una collina. Versetto dal salmo 72. L’ulivo cresce anche su terre aride e porta dei frutti, cosi’ come anche l’uomo deve rimanere buono in tempi difficili. 8 – “Nel tuo nome tripudiano ognora e nella tua giustizia si esaltano.” Un aquila con i piccoli nel suo nido si volge ad ali spiegate verso il sole. Versetto dal salmo 89. Vecchie leggende raccontavano che l’aquila metteva alla prova i suoi piccoli e allevava solo quelli che riuscivano a guardare la luce del sole. Cosi’ l’uomo viene messo alla prova e solo che la la passano vengono premiati.
stufa126 – “Manda il tuo aiuto dal santuario.” Un’edera si arrampica su un albero. Versetto dal salmo 20. Quando Dio aiuto l’uomo, questi viene sostenuto e nessuna bufera puo’ staccarlo da Lui

7 – “SECURA SUIS RADICIBUS.” Un albero attaccato dal dio Eolo che soffia con le guance gonfie sta solidamente sulla collina. Questa immagine è stata creata secondo un altro modello. Testimonia che un uomo dalle salde radici non può essere divelto.

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Infine osserviamo le maioliche sulla parete della stufa. Sono state dipinte secondo un altro schema e forse provengono da un’altra stufa. Le sue tematiche sono, sempre da sinistra a destra.

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1 – “Seguo in silenzio la via del Signore”. Un agnellino viene portato al guinzaglio da una mano che esce dalle nuvole.

2 – Ecco come è buono e come è dolce che i fratelli abitino insieme.” Versetto dal salmo 133 (vedi sopra basamento n° 5).

3 – “Duro o morbido non mi importa.” Nell’acqua una roccia viene aggredita nuvole e fulmini.

Una stufa antica con emblemi di salmi

La pittura delle stufe di Steckborn comincio’ a svilupparsi in particolar modo nel 18° secolo e mantenne la sua alta qualità fino agli inizi del 19° secolo. Il periodo di produzione piu’ intenso fu intorno al 1750. Nel 1736 il numero delle stufe era minore, ma già abbastanza considerevole.

La stufa della Società Svizzera di Milano fà parte di quel ciclo di produzione. Le stufe erano allora preferibilmente fatte di maioliche miste, cioè smaltate di verde e variopinte o solamente variopinte. Presto nacquero quelle dipinte di blu che piu’ avanti presero il posto di quelle variopinte.

Se si considerano le “stufe a salmi”, la stufa della Società Svizzera di Milano è una delle prime. Una sola, quella del municipio di Maienfeld (GR) del 1724, contiene qualche emblema di salmi, ma questa tematica divenne oggetto principale – a quanto si sa fino ad oggi – solo ai tempi della nostra stufa. Sono state rinvenute almeno altre tre stufe con la stessa tematica di quello stesso periodo. Un po’ piu’ tardi ne seguirono altre; i salmi raggiunsero la maggiore popolarità intorno al 1750, mentre intorno al 1770 il numero calo’ in modo considerevole. In tutto si conoscono 26 stufe di Steckborn con questa tematica, ma sicuramente ne sono esistite tante altre come testimoniano numerose maioliche singole esposte in diversi musei.

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Ognuna delle 220 stufe di Steckborn è qualcosa di speciale. La stufa della Società Svizzera di Milano può annoverarsi fra quelle più antiche decorate con i salmi, cosa che la rende molto preziosa.

C’è da sperare che i membri della Società Svizzera di Milano possano godere ancora per molto tempo di questo gioiello, tenendola in considerazione, osservandola bene e riflettendo di tanto in tanto con attenzione sul messaggio delle sue immagini.

Per ulteriori informazioni puoi contattare la segreteria al numero 02 7600 0093 o scrivere alla nostra e-mail